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Constance Gennari: il design per The Socialite Family

"L'empatia per me è la capacità di entrare nei panni di qualcun altro. Nel mio lavoro, l'empatia è la capacità di sentire la sensibilità della famiglia, di provare a diventare uno di loro e dare loro l'opportunità di sentirsi il più possibile a proprio agio davanti all’obiettivo."

Quest'anno il premio Lezioni di Design istituito da Brera Design District è stato assegnato a Constance Gennari , fondatrice – insieme a Marianne Gosset – e creative director di The Socialite Family, progetto dedicato alla casa e alle persone che la abitano. 

 

5 anni fa ispirata dalla passione di sua madre per la filosofia “Art is Beauty”, Constance ha cominciato questo progetto; ha iniziato facendo un blog sul quale mostrava case ordinarie e prodotti iconici accompagnati da storie coinvolgenti e stimolanti. Oggi TSF è una boutique online e racconta storie affascinanti di famiglie contemporanee di tutto il mondo. Durante il Fuorisalone 2018 presenterà la prima collezione di TSF.

 

Ragionando nella prospettiva del tema della prossima edizione di Brera Design District, in una coinvolgente sovrapposizione di contenuti e contenitori, i lettori di The Socialite Family si immedesimano con i personaggi descritti nelle storie, ma anche con le loro case e con i loro oggetti preferiti. Constance e The Socialite Family saranno presenti in via Palermo 1 con l'evento "Croisements".

 

Nome

 

Com’è iniziato il progetto?

 

TSF è nato per tentare di comprendere la trasformazione nella vita familiare contemporanea; per capire come la nuova generazione di genitori sia cambiata e come essi comunichino e si identifichino nelle loro case. TSF cerca di avere un approccio psicologico attraverso l'interazione tra interni e persone.

 

Chi era Constance prima di TSF?

 

Tutte le domeniche mia madre era solita portarci nei tipici mercatini delle pulci di Parigi. Lei è un'amante dell'arte; casa nostra era piena di oggetti antichi e opere d’arte. Ho studiato giurisprudenza e in seguito storia dell'arte. Poi ho lavorato per alcune riviste e nella pubblicità. Alla fine, ho deciso di iniziare qualcosa in cui poter comunicare la mia visione.

 

Come si è evoluto il progetto da quando è iniziato?

 

All'inizio lavoravo da casa, ho chiesto ai miei amici di scattare foto e ogni sera parlavo sul da farsi con mio marito. Poi mi sono introdotta nel mondo della fotografia e ho iniziato a fare l'intero progetto da sola. Marianne è entrata a far parte della mia squadra l’anno dopo. Ora abbiamo un ufficio e un incredibile team di 12 persone. L'anno scorso abbiamo lanciato il sito e-commerce della nostra prima collezione di design. Stiamo lavorando con artigiani del nord dell’Italia e portoghesi, oltre che con alcuni giovani designer.

 

Hai qualche casa o storia preferita?

 

Ogni casa o famiglia è speciale a modo suo. Non ne ho una preferita, ma le ville storiche sulle coste italiane sono uniche.

 

Come fai a entrare nella vita personale di una famiglia? 

 

Lavoro molto duramente su quest’aspetto. In realtà tutto parte dell'empatia: quanto li conosci, come parli con loro e provi a essere un ospite nelle loro case. Non cerco di rappresentare la casa perfetta, mi piace ritrarre il salotto con il fumo della sigaretta o un cuscino in disordine sul divano; tutto riflette il modo in cui una famiglia modella i propri spazi. Mi piace guardare i libri che hanno, le foto che appendono: questo è stato il mio approccio sin dall’inizio.

 

Parlando di empatia, cosa significa per te?

 

L'empatia per me è la capacità di entrare nei panni di qualcun altro. Nel mio lavoro, l'empatia è la capacità di sentire la sensibilità della famiglia, di provare a diventare uno di loro e dare loro l'opportunità di sentirsi il più possibile a proprio agio davanti all’obiettivo.

 

E progettare con empatia?

 

È un'emozione! Quando comunichi delle emozioni attraverso parole e immagini, sviluppi la capacità di sapere come trasmetterli e comunicarli nel modo migliore.

 

Tre elementi chiave per rendere una storia coinvolgente ed empatica

 

Saper capire chi stai intervistando, percepire le sue emozioni come se fossero tue e imparare ad ascoltare.

 

Cos'è il Fuorisalone per te?

 

È un momento magico a Milano, dove si possono visitare tesori urbani come l’Albergo Diurno. Si ha la fortuna di vedere la città così com'è, per catturare e vivere la sua essenza.

 

Tre luoghi da non perdere in questa edizione

 

Direi Nilufar Gallery, che adoro e anche la Dimore Gallery e La Chiesa San Simpliciano. Propongono sempre incredibili mostre.



© Fuorisalone.it — Riproduzione riservata.

Croisements
17-22 April 2018
Via Palermo, 1 - Milano

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