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Doppia Firma. Dialoghi tra pensiero progettuale e alto artigianato

Una collezione di 15 oggetti unici e co-firmati creati da celebri designer europei insieme a grandi maestri d’arte italiani, utilizzando tecniche rare e materiali ricercati.

22 marzo 2017

Dopo il successo dello scorso anno torna il progetto Doppia Firma.
La formula è consolidata: designer e artigiani si incontrano per dare vita a pezzi sorprendenti. Perché quando il mondo dell’alto artigianato e delle lavorazioni preziose incontra la cultura digitale e le massime espressioni del progetto contemporaneo, non possono che nascere sinergie potenti.

È il caso di questa edizione 2017, voluta e realizzata da Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte, Living Corriere della Sera e Michelangelo Foundation for Creativity and Craftsmanship. Per la prima volta i maestri d’arte italiani interagiscono con quindici talenti della scena del design europeo, sottolineando una volta di più la capacità dell’alto saper fare italiano di interagire con la creatività contemporanea di stampo internazionale. Ne sono venuti fuori pezzi unici e poetici, che vale la pena ammirare presso le nobili stanze della GAM, la Galleria d’Arte Moderna di Milano dal 4 al 9 aprile.

Così le illustrazioni del francese Pierre Marie si traducono in un meraviglioso intarsio di pietre dure, le forme pure del tedesco Sebastian Herkner diventano un prezioso paravento di lacca, gli origami di Uros Mihic acquistano la funzionalità di un set portaoggetti e il tocco creativo di Cristina Celestino trasforma lo specchio anticato in lampade-scultura dai bagliori magici. Insieme con loro, a dare nuova vita a legno, vetro, mosaico, argento, tessuto, ceramica e metallo, nomi celebri come Nika Zupanc, Raw Edges, Lex Pott, Emmanuel Babled e Federico Pepe. E i giovani talenti Elisa Strozyk, Dimitri Bähler, Sara Ricciardi, Oskar Zieta, Jan Plechac con Henry Wielgus e Felix Muhrhofer, scelti per la loro attitudine alla sperimentazione e alla pratica artigianale.



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Milano

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