People Chiara Andreatti

Chiara
Andreatti

Product designer

Chiara Andreatti nasce non lontano da Venezia e si trasferisce a Milano per studiare prima all’Istituto Europeo di Design e poi frequentare un master alla Domus Academy. Ha lavorato con numerosi studi di design come Raffaella Mangiarotti, Renato Montagner e studio Lissoni Associati dove ha collaborato per più di dieci anni. Disegna per aziende come Glas Italia, Non Sans Raison, CC-tapis, Mingardo e Atipico, attualmente è art director di Bottega Nove, Karpeta e Texturae.

 

Nel 2018 viene chiamata per rappresentare la decima edizione dell’anniversario di Fendi a Design Miami. Unisce la cultura artigianale delle sue radici venete con il design e le esigenze industriali con una continua ricerca estetica, credendo che un tocco artigianale e poetico sugli oggetti di uso quotidiano possa migliorare la qualità della vita. Il suo lavoro è stato pubblicato sulle più importanti riviste, nazionali ed internazionali (Domus, Interni, Surface, Rum, Abitare, Wallpaper, Elle Decor, Living, Icon, Ddn ecc..)

 

www.chiaraandreatti.com
@chiaraandreattistudio

Quando viaggio, mi piace la ricerca di nuove estetiche e metodi

— Chiara Andreatti
L'intervista

La versione di Chiara Andreatti sul Fuorisalone

14 febbraio 2018

Quali sono le tue fonti di ispirazione e come rimani aggiornata per il tuo lavoro?
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Presto molta attenzione a ciò che mi circonda e faccio molte ricerche sull'arte contemporanea, l'architettura, l'artigianato. Quando viaggio, mi piace la ricerca di nuove estetiche e metodi. Da sempre ho un'attrazione e una curiosità per "il nuovo", per la "diversità" di qualsiasi oggetto, lavorazione o finitura, cercando di concretizzare e archiviare ogni input in una raccolta di immagini iniziata nel 2002 ma mai conclusa che riunisce tutto ed è per me essenziale per i miei progetti.

Un’istantanea del design oggi: i nuovi media hanno cambiato il modo di comunicarti e promuovere i tuoi progetti?
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Non trovo un così grande distacco fra la comunicazione cartacea a quella digitale in quanto faccio già parte di un mondo per 80% digitale. I social sono per uno strumento essenziale di comunicazione e di immagine.

Lavori con diversi materiali: vetro, ottone, lana, ceramica, legno. Hai sempre lo stesso approccio al progetto?
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Cerco di rapportarmi in relazione al progetto e al materiale con cui lavoro tenendo come costante comune l’unione fra artigianato e processo industriale. Credo molto nel potere dell’artigianato, sia puro che rivisitato in chiave moderna. Il tocco di poesia può esserci in una lavorazione che va sparendo, in un materiale del passato decontestualizzato nel presente, o in un dettaglio imperfetto che fa sorridere.

Cosa significa il Fuorisalone per te?
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Il Fuorisalone è un momento di fermento per Milano dove si incontrano diverse culture. Milano è invasa da scenari ed eventi stimolanti che la rendono viva e frizzante.

Il tuo luogo del cuore durante la Design Week
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Mi lascio stupire continuamente dagli interni delle case milanesi storiche che si aprono al pubblico e in cui niente è lasciato al caso.

Vorrei che il Fuorisalone...
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Vorrei che il Fuorisalone, e il Salone, avvenisse una volta ogni due anni così, a mio parere, da alzare la qualità e vedere una concentrazione di prodotti ed eventi più nuovi e sofisticati.



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