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"All about Attitude": l'artigianato coreano in mostra a Milano

02 luglio 2021

Stiamo vivendo oggi un momento di estrema crisi nella storia del pianeta.
Il cambiamento climatico e la pandemia che ne è scaturita sono diventati il momento più critico di questa era. La pandemia è il primo caso in cui tutta l'umanità, indipendentemente dal Paese, dalla razza, dalla condizione economica, ha dovuto affrontare un nemico comune. Nell'era dell'"antropocene" e del "capitalocene", dove sia la terra che il mare sono inquinati dai rifiuti di plastica e i virus si diffondono nell'aria che respiriamo, il mondo è stato riempito dai nostri desideri, dai nostri prodotti e dalla nostra immondizia. L'unione tra il capitalismo e la civiltà dei combustibili fossili, che perseguono solo efficienza e profitto, rappresenta l'innesco di una bomba ad orologeria che spazzerà via ogni specie vivente dalla terra.

Questa crisi richiede un processo di riflessione fondamentale sull'essere umano.
Insieme alla consapevolezza che gli esseri umani sono solo uno dei tanti soggetti di una complessa rete in cui tutti gli esseri e le cose sono strettamente connessi, ovunque vi sono tentativi per ridefinire il rapporto che gli esseri umani hanno con gli oggetti e la natura, in una relazione orizzonatale e paritaria.
 


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Lo stesso fenomeno si verifica anche nel mondo dell'artigianato. Avvertiamo un bisogno autentico di recupero del rispetto degli oggetti e della vita, che abbiamo trattato come materia inanimata. Nutriamo la consapevolezza che le crisi ambientali sono causate dalla caccia eccessiva, dal depredamento delle risorse naturali e dall'abuso di materiali artificiali (ad esempio la plastica). Promuoviamo le pratiche etiche e sociali nell'artigianato per contrastare la "globalizzazione unilaterale" e il "capitalocene" incentrati sull'individuo, e sosteniamo gli artisti le cui opere coesistono con gli "organismi meccanici" (Intelligenza Artificiale o l'Internet delle Cose).

Il tema della mostra "All about Attitude", in scena a Palazzo Litta dal 5 al 10 settembre, si allontana dalle opere e dai manufatti "degli esseri umani, fatti dagli esseri umani e destinati gli esseri umani" e cerca relazioni orizzontali e paritarie tra i numerosi soggetti coinvolti nel processi di creazione (materiali, oggetti/ macchinari, lavoratori, ambiente, ecc.). I manufatti realizzati per gli esseri umani sono ovviamente necessari, ma questo non è sufficiente. L'atteggiamento che rispetterà e coinvolgerà tutti gli esseri viventi oltre all'essere umano, consiste nella nuova etica e pratica sociale dei manufatti di questa era. Allo stesso tempo, questo potrà essere il modo per ripristinare l'esistenza e il valore di manufatti e/o artisti che sono stati emarginati e isolati dall'antropocene e dal capitalocene.

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